Lavoravano al decimo piano di un palazzo in ristrutturazione, sospesi su un cestello che si è spezzato, ma non risultavano in alcun registro.

Daniluc Tiberi e Najahi Jaleleddine sono le ultime vittime di una strage sul lavoro che a Palermo assume i contorni dell'orrore: entrambi gli operai lavoravano infatti "in nero", senza contratto né iscrizione alla Cassa edile.

Una caduta nel vuoto che non ha lasciato scampo e che riaccende i riflettori sulla piaga del lavoro sommerso e sulla totale assenza di tutele in uno dei settori più a rischio del Paese.

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