Sono anni, oramai, che sentiamo di tagli alla sanità, all’istruzione, alle politiche abitative e sociali apportati con la motivazione dei conti da far tornare. Sembra dunque, che non ci siano mai i soldi sufficienti per investire lì dove le persone ne avrebbero bisogno. Ma siamo sicur3 che sia proprio così?

Secondo la CGIL i soldi ci sono, ed ecco dove.

Innanzitutto, occorre dare battaglia all’evasione fiscale: i numeri sono impressionanti e quella del recupero dell’Irpef evasa sarebbe davvero la svolta economica per questo Paese.

Stop al riarmo: abbiamo presi impegni con l’Europa e soprattutto con l’America per aumentare le spese militari nazionali; questo davanti ad una popolazione che affolla i pronto soccorso da una parte e le marce per la pace, dall’altra. Forse, il governo dovrebbe iniziare davvero a prendere in considerazione la volontà sovrana del popolo e destinare il 5% del PIL alle politiche sociali.

Fiscalità progressiva: se a pagare le tasse si trovano sempre le lavorator3 dipendenti e l3 pensionat3, mentre tutt3 l3 altr3 se la vedono con flat tax, condoni e concordati, le entrate fiscali dello Stato sono e resteranno inevitabilmente basse, impoverendo ancora di più la popolazione che frena già in maniera importante il mercato interno, mentre il 5% della popolazione detiene fra il 46 e il 48% della ricchezza totale italiana.

La lista sarebbe ancora lunga, ma ci limitiamo a questi pochi accenni, per mostrare e dimostrare che i soldi ci sono, è solo una questione di scelte.

Noi, con quelle fatte per la legge di bilancio 2026, non siamo d’accordo e il 25 ottobre saremo in piazza.

Partecipa anche tu, insieme possiamo ottenere un cambiamento:

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