Ci sono mille motivi per dare della guerra una lettura di classe. Certamente, ad andare in guerra sono figli3 di proletari3 e non quell3 di chi la “chiamata” ha tutti i mezzi per schivarla; altrettanto ovviamente, sotto le bombe ci resta chi non ha la possibilità di andarsene. Ma anche, lontano dallo scenario di guerra vero e proprio - e a patto di non essere l’America che imponente all’Ucraina di acquistare le proprie armi con i soldi dell’Europa -, l’economia di guerra, è un’economia per ricchi (questa volte il maschile sovra esteso è d’obbligo). Gli Stati per spendere in armamenti, tirano la cinghia in investimenti nello stato sociale e a subirne le conseguenze è chi ha bisogno di quello Stato per vivere dignitosamente o, addirittura, per sopravvivere.

All’assemblea regionale della CGIL Sicilia, insieme al Segretario Generale Maurizio Landini, venerdì si è parlato anche di questo:

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