Il 5° quesito, quello che punta ad abbassare gli anni di residenza stabile in Italia da 10 a 5 per poter richiedere la cittadinanza italiana, è certamente quello che fa scaldare di più gli animi.
Anche quello che presta il fianco più spesso a prese di posizione ideologiche e speculative.
Il confronto con qualcosa che non si conosce porta con sé paura, è normale, ma non è normale specularci paventando mostri e spauracchi.
Facciamo allora chiarezza su come si diventa cittadin3 italian3 se si proviene da un Paese extra UE.
Secondo quanto riportato dal sito della Prefettura all’interno del portale del Ministero dell’interno, una persona per poter richiedere (non ottenere!) deve:
- essere stabilmente residente in Italia da almeno 10 anni;
- avere un reddito minimo imponibile IRPEF di 8263,61€ nel caso sia celibe/ nubile e questo dell’essere stabile almeno nei 3 anni che precedono la richiesta di cittadinanza ed è una condizione che va mantenuta per tutto il periodo in cui si tenta l’ottenimento;
- dimostrare una conoscenza della lingua italiana di livello almeno B1 certificata da soggetti accreditati presso il Ministero degli Esteri secondo gli standard di certificazione;
- avere la fedina penale pulita e non avere pendenze con il fisco.
Il 5° quesito andrebbe ad agire solo sugli anni di residenza, portandoli da 10 a 5.
Insomma solo un modo per riconoscere a persone perbene che in Italia lavorano e pagano le tasse il diritto a far parte di questo Stato, senza creare ulteriori disuguaglianze fra migranti né privilegi.
Non ci resta che andare a votare, scegliendo quale mondo vogliamo costruire.
Se vuoi saperne di più su tutti i quesiti, puoi visitare la pagina della CGIL :


